L’idea che avete di voi stessi coincide con quella che di voi hanno gli altri?

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(sempre che abbiate la -s-fortuna di sapere quello che gli altri pensano di voi). Mi sorprende, sempre, vedere quanto ci percepiamo diversi da come ci percepiscono gli altri: persone veramente abiette che si autodefiniscono buone, sciocchi che ritengono di essere molto intelligenti, gente disumana che si ritiene…

18 COMMENTS

  1. Accidenti…mi era sfuggita questa domanda Specchio.

    Premetto che sono emotiva all’ennesima potenza,per cui se tutto cio’ che percepisco mi trova di umore un pochino sensibile…tutto viene amplificato e me ne rendo conto solo dopo.
    Perche’ per mia fortuna,mi passa altrettanto presto.

    Detto questo,non sempre e’ palese cio’ che gli altri pensino di me.
    Nel reale,ad esempio,so di essere percepita come realmente sono,pregi e difetti inclusi e di essere apprezzata da persone con cui ho un legame lavorativo o amicale,mentre chi mi conosce superficialmente puo’ pensare che me la tiro,perche’ sono riservata e non permetto di darmi subito confidenza.
    Sono disponibile e sorridente soprattutto al lavoro,ma con un certo distacco,per cui immagino l’impressione che potrei dare,o commenti negativi,ma li capisco perche’ anche io penserei la stessa cosa.
    Cio’ che mi manda in bestia invece,quando ti attrbuiscono motivi errati e vanno sul pesante…mi da fastidio…molto fastidio essere accusata ingiustamente.
    Molti dicono….che ti importa basta avere la coscienza a posto…. ok.
    Ma per chi e’ emotivo come me…non e’ facile;))))

  2. Bisognerebbe avere un’ idea di se stessi per poter rispondere, visto che è la base per poter fare un paragone tra ciò che siamo per noi stessi e l’ idea che gli altri hanno di noi.
    Credo che ognuno percepisca in base alle sue capacità e possibilità, e quindi non possa mai giungere alla suprema comprensione di quel tremendo e meraviglioso guazzabuglio che rappresenta ogni essere, compreso se stesso.
    E se il mondo e chi lo compone è il nostro specchio, allora ciò che so e voglio trasmettere può essere percepito e lì si ferma l’opportunità di connessione reciproca.
    Così per esempio io esprimo forza, perchè è quello che voglio inviare e che cerco nell’ altro ( il mio specchio delle mie brame), ma la paura e la debolezza che tengo all’ angolo non la mostro.
    Per concludere e sintetizzare direi che non ho mai dato importanza a questo confronto visto che non credo di trasmettere la mia reale essenza e visto che qualsiasi opinione/giudizio altrui mi appare errato e sviante.

  3. Ma come si fa a sapere cosa pensino di te gli altri? Te lo dicono loro? E loro ti direbbero la verità, ammesso che sappiano loro stessi cosa pensano?
    Io davvero non so cosa pensino “gli altri” di me, tanto più che “gli altri” è un gruppo troppo eterogeneo.

    Però so cosa pensavano di me – più o meno – i miei amici di scuola, perché in quella fascia di età si tende a farsi capire. Un po’.

    E nemmeno so rispondere, perché nemmeno io so cosa pensare di me.
    A scuola io ero “genio e sregolatezza”.

  4. No. Dipende alcuni mi vedono come un idiota altri solo come un pazzo ma insomma l’importante essere soddisfatti di se stessi, il resto non conta

  5. Ti stavo scrivendo una risposta chilometrica….sniff! Mi hanno interrotto ed ho perso il filo ;(((
    Comunque che rispondere alla tua bella domanda? Come sapere che immagine di me hanno gli altri? Non ho amici, quindi…. ;(
    L’unica cosa che ti posso serenamente dire è che ci son state due ansewerine che hanno capito alcuni aspetti del mio Essere e che si sono prodigate in complimenti. Se hanno avuto di me un’idea coincidente con l’idea che ho di me stessa? No, hanno estremamente lodato quella parte di me che è solo una piccola timida parte silenziosa e schiva….la parte di me che forse potrebbe essere la migliore se…….se io fossi Migliore! 🙂
    ciao

  6. Non me ne sono mai dato pena.
    Non mi giustifico e lascio che gli altri pensino quel che vogliono.
    Devo vivere con me stesso non con loro.

    🙂

    Se tengo a qualcuno e volessi dimostrargli che sbaglia, non m’imputo, ma lascio che mie azioni glielo dimostrino anche se ci vuole del tempo.

  7. Mi risulta difficile rispondere a questa domanda perché secondo me, in genere, la percezione che gli altri hanno di me è molto superficiale. Non è una critica, ma solo la constatazione di una realtà che definirei inevitabile: ognuno (pure io!) ha la sua vita, i suoi problemi, le sue cose a cui pensare; quando si interfaccia con me non è che può stare a scandagliare ogni dettaglio, ogni sfaccettatura e quand’anche fosse realmente interessato a farlo (casi rarissimi), mica è detto che riesca a cogliere proprio tutto. Magari coglie uno o due aspetti, che magari sono pure veri, ma coglie solo quelli e li applica a TUTTO, alla totalità della mia persona. Sul lavoro sono precisa? Allora sono una pignola e precisina IN TUTTO E DAPPERTUTTO, manco immaginano il disordine di cui sono capace in casa mia. Tra amici faccio spesso battute e la butto in caciara? Allora sono una buffona SEMPRE E OVUNQUE, poi restano letteralmente basiti quando scoprono che nel mio lavoro sono seria e professionale (mi è successo!). La gente si fa un’idea generale di noi, basata su due-tre cosette, e poi la trasforma in etichetta, difficilmente se ne discosta.
    Vorrei anche precisare che io non sono affatto il tipo misterioso, imperscrutabile e impossibile da decifrare, anzi: con un minimo sindacale di attenzione e di sensibilità, mi si può leggere molto facilmente.
    Infatti chi ha voluto davvero capirmi, chi è stato davvero interessato a me, lo ha fatto benissimo e la percezione che ha avuto di me è stata corrispondente esattamente alla mia. Che cosa meravigliosa quando questo evento rarissimo accade! 🙂
    Quindi sì, l’idea che ho di me trova qualche riscontro nella realtà, nella maggior parte dei casi solo parziale (ma è già qualcosa), e quando tutti – ma proprio tutti – hanno una certa percezione di me, penso che ci sia un fondo di verità e due domande me le faccio (però questo è un evento piuttosto raro perché sono abbastanza lucida e spietata nel valutarmi).

  8. Penso semplicemente che gli altri percepiscano quello che scegliamo di trasmettere. Quando apro bocca immagino, quasi sempre correttamente (toh , presuntuosa), la deduzione altrui. Allora, se posso immaginare la reazione, posso anche indirizzare l’azione dove meglio credo (toh, presuntuosa e calcolatrice).
    Così nei rapporti di ogni tipo, perfino coi figli o col cane: stabilisco io come debbano percepirmi, se dolce o severa in un frangente. L’insieme degli attimi darà loro una stima media delle mie scelte.
    Prendiamo Answer: c’è chi ti comunica con la musica piuttosto che con il suo reddito annuo o ancora con la partecipazione ad un evento culturale l’appartenenza ad uno standard sociale. L’unica pecca è che non tutti (diciamo un buon 99%) sono consapevoli di fare una scelta, confondendo questo arguto processo con l’istinto (figuriamoci, siamo mica leoni!). E quindi poi ci sono le gaffe, lo smascheramento (ma cosa crede di prendere in giro quello… io so com’è!) ecc ecc

  9. Ho la s-fortuna di sapere tutto quello che mi viene fatto notare, di altro non m’è dato sapere.
    Certo, quando mettono in evidenza alcuni lati di mestessa, fatico un poco a riconoscermi ma, fatto un passo indietro, considerata la loro ipotesi, posso giungere alla conclusione, del: Sì e No! Intendo dire che ci sono seri riscontri nell’idea generalissima -io la definisco sfumatura- poco o quasi niente, nell’idea completa -l’essenza-
    C’è da dire che, come Woody, non mi mostro quasi mai nella mia vera essenza, da qui è naturale che l’altro, o gli altri, avendo un’area di conoscenza limitata, abbiano il sacrosanto diritto di pensare di me qualsiasi cosa ritengano opportuna.
    Quindi la verità è che, seguire indefessamente la linea del “meglio non dare troppo peso a quello che dicono o pensano gli altri” alla prova dei fatti, è un modo di pensare sbagliato.In realtà importa eccome perché se hai come obiettivo la consapevolezza di testesso, due gli strumenti a disposizione: da un lato la capacità di conoscere bene noi stessi; e dall’altro la presa di coscienza di come ci vedono gli altri.

  10. Ovviamente mi interessa solo e categoricamente del pensiero e del parere delle persone che stimo, e per stima intendo quel sentimento e vicinanza di pensieri, ideali e modi di vivere e percepire la vita. Ci mancherebbe che perdessi il tempo non solo a ”capire” tutto il resto che non mi interessa ma che molto banalmente e semplicemente non mi piace e addirittura provare a capire chi mi giudica secondo una scala di valori non mia, in base a dei valori che non condivido, perché mai? Ma cosa ne sanno gli altri di me? ma gli ”altri” chi sono?

    Arrivati a questo punto non lo so e non lo voglio sapere se la loro idea coincide con la mia, non oso immaginare… e se mai osassi immaginare mi verrebbe da ridere perché qualcosa potrei intuire ( nel bene e nel male). Gli altri non sanno, non mi conoscono, ma se ancora, del tutto, non mi conosco nemmeno io?

    C’è una persona a me molto vicina che mi ha detto cose spiacevoli per poi rimangiarsele, dicendo che le ha dette in un momento di nervosismo, intanto però mi ha ferita, intanto la stimavo e le voglio un bene immenso, eppure mi son chiesta se ci avesse davvero capito qualcosa di me, e un riscontro negativo alla domanda mi ha fatto soffrire molto.

    Io credo che c’è una cosa ”immateriale” che nessuno ci potrà mai togliere e in base alla quale gli altri dovrebbero valutarci, e sono i nostri sentimenti, valori, pensieri, il nostro vivere e percepire la vita, e se alla base c’è una bontà di animo e di intenzioni è impossibile non comprenderlo, impossibile non percepirlo, prima o poi verrà fuori, inevitabilmente. Ma ovviamente ci si riconosce solo tra simili ( eccezioni a parte) , inutile sprecarsi per capire dove sta la verità, per me c’è la mia verità, esiste quella, in aggiunta ad un parere, giudizio, consiglio semmai di qualcuno che amo e che mi ha compreso, tutto il resto.. come direbbe Califano, per me è noia.

    Non permetterei a nessuno che non stimo di giudicarmi.

  11. Guarda, io mi auguro solo che tu non coincida con la tua natura, qui sovraesposta, di ‘giudicante’ tetragona 🙂

    Per quanto mi riguarda, faccio sempre il possibile perchè l’idea che gli altri hanno di me coincida con l’idea più becera che ho di me.

    La “verità” dove credete che stia: nella percezione che la maggioranza ha di voi, o in ciò che solo voi pensate di voi stessi?

    Francamente me ne frego di dove stia la ‘verità’; mi interessano gli ‘effetti’ determinati da una scelta o dalla mancanza di scelte: se sto comunicando, il fine ultimo è che ti arrivi il senso di quello che scelgo di dire o di fare, non che ti arrivi dall’idea che hai di me o dall’idea che ho di me.
    A meno che – e non è un caso raro, anzi – quello che sto comunicando sia l’idea che ‘voglio tu abbia di me’ 🙂
    Comunque la metti, la ‘verità’, se non ‘provoca’ effetti precisi, non serve a nessuno.

    So che del giudizio altrui non dovrebbe interessarci, etc. etc.: ma quando tutti (tutti!) ci descrivono esattamente nello stesso modo, non pensate che ci sia del vero?

    Sì, ma non sposta di una virgola la sostanza di cui sopra 🙂

  12. specchio specchio, sei troppo sapiente per avere amici anche tra i sapienti.
    hai mai letto con attenzione elogio della follia?
    la follia è folle ma forse no.

  13. Impossibile sapere. In qualsiasi modo noi ci poniamo non possiamo sapere ciò che gli altri percepiscono di noi. L’aspetto della nostra personalità è noto sia a noi stessi che agli altri che possiamo definire come “conscio”. C’è anche un aspetto che, invece, ci teniamo solo per noi, definito “intimo”. Ci sono cose che gli altri notano di noi e delle quali non siamo consapevoli, o forse non le accettiamo, e questo aspetto è la “maschera”. E c’è anche un lato oscuro a tutti, noi inclusi, “l’inconscio”. Come puoi capire questo mix non permette di avere un immagine speculare perché ogni persona avrà una sua percezione differente in base alle sue personali sensazioni

  14. No, sono come il giorno e la notte.
    Quello che percepisco di me è l’opposto di quello che gli altri percepiscono in me. Questa cosa a volte mi diverte… Poi io conoscendomi bene, percepisco tantissime cose che gli altri nemmeno notano o conoscono, quindi alla fine cosa pensa la gente neanche mi frega perchè sono molto di più e molto diversa da quello che gli altri pensano di me.

  15. Bella la tua domanda *-*

    Bè io penso che sia importante più di quello che dicono gli altri ciò che pensiamo e crediamo di noi stessi. Come appariamo alla gente è relativo. Certo tu potresti obbiettare con: ” E chi uccide e si crede una brava persona?” (Purtroppo per me ) le persone sono libere di agire in base alla loro esperienza di vita oppure spinte per indole o persino dal buon senso o dalle circostanze. Ad ogni modo io sono certa che non importa quello che la gente pensa di noi anche se magari rappresenta la verità. Io ritengo che è vero ciò che pensiamo di noi stessi! Poi sbaglierò ma io la vedo in questo modo.

  16. Io mi percepisco brutto sfigato senza autostima timido davanti alle donne da uno a dieci direi ke sono zero ecco come mi vedo hai mai sentito dire gli occhi sono lo specchio dell’anima ? La bellezza sta nei occhi di chi ti guarda sono loro a decidere se vai bene o no ma piu importante bisogna avere qualcuno che piu ke altro ti comprenda che ti capisca invece di giudicarti purtroppo e impossibile se nn sei un x men telepata

  17. Beh, certe volte il nostro modo di porci nei confronti degli altri è legato alla percezione che abbiamo di noi stessi, ad esempio una persona che si sente brutta e sfigata, come ho letto in un commento sopra, finirà per isolarsi o comunque per assumere atteggiamenti autodistruttivi che lo porteranno ad una progressiva emarginazione nei confronti degli altri.

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